nuova barberia carloni
Nuova Barberia Carloni

clown in libertá
Clown in libertà

Tête à tête
Tête à tête

Natale!
Natale!

Lijendes
Lijendes

Il gatto
Il Gatto
 

Lijendes, La Montagna Racconta


In scena Leonardo Adorni, Monica Bolsi, Jacopo Maria Bianchini, Angela Demattè, Arjuna Iacci, Anna Mazza, Alessandro Mori, Francesca Picci.
Regia di
Mario Gumina.
Testo di Monica Bolsi tratto dalle leggende dell'arco alpino. Rielaborazione drammaturgica di Mario Gumina ed Angelo Facchetti, musiche a cura di Alessandro Mori e Arjuna Iacci, ideazione ed elaborazione scenica, costumi e oggetti di Domenico Franchi, coadiuvato da Michela Andreis, assistente di scena e coordinatore alla produzione Angelo Facchetti
Una produzione Teatro Telaio, Brescia


Lijendes

 

 

Partendo da un vecchio spettacolo del Teatro Telaio, Lijendes, incentrato sui racconti e le storie della tradizione orale Ladina, è nata questa nuova produzione ideata da Angelo Pennacchio, Monica Bolsi ed Angelo Facchetti e pensata per la scena da Mario Gumina. In questa versione, primo studio di un progetto biennale, sono state inserite leggende e tradizioni di tutto l'arco alpino unite da una cornice che porta il pubblico a diventare protagonista, per una sera, di un viaggio alla scoperta di luoghi e racconti creduti persi.
Il progetto, volto ad esaminare il patrimonio del mito, della leggenda e della tradizione orale europea, porta inoltre una rinnovata attenzione al fenomeno teatrale nella sua dislocazione in spazi diversi dall’edificio deputato. Non solamente nell’accezione classica di teatro di strada, ma anche nel tentativo di ricollocarne e rigiustificarne alcune dimensioni, stili e tecniche in relazione alle peculiarità caratterizzanti gli ambienti naturali.
 Due viandanti, persi nel bosco a causa dell'incantesimo di un folletto dispettoso, accompagnano lo spettatore in un viaggio attraverso varie stazioni in cui incontrano personaggi surreali e fiabeschi pronti a renderli partecipi della loro sorte e a coinvolgerli nel loro mondo. Da Conturina, tratta da una leggenda dolomitica diffusa fra Trentino e Bellunese (il cui modello narrativo è Cenerentola), si passerà a La sposa dello scoiattolo (versione piemontese), La fata di Messouerè (Val d’Aosta), La compagnia perduta (Val Devero e Val di Sole) ed altre. Ogni storia è connessa visivamente, acusticamente e drammaturgicamente, avvalendosi di costumi, installazioni, immagini, oggetti, ai luoghi naturali cui si riferiscono.
Ad arricchire la suggestione di ogni passaggio ci sono i continui rimandi agli elementi primordiali, le scenografie e i costumi ispirati alla Natura, le luci sospese ed irreali, la musica eseguita rigorosamente dal vivo.

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