Mario Gumina

regista

Nasce a Livorno nel 1960, figlio di emigranti, d’estate si reca a Piraino, in Sicilia, dalla nonna che, stupita per come si muove, consiglia ai genitori di iscriverlo ad un corso di teatro.

Al teatro preferisce la musica e a ventun anni vuole iscriversi al conservatorio, ma in uno stage di mimo, a Montepulciano, Marcel Marceau lo nota e lo convince ad andare a Parigi presso la sua scuola. Spaesato, per la prima volta all’estero, s’innamora della città e dei suoi musei; passeggiando per rue de Bercy al 51 nota una personale dedicata a Jacques Tati e si rinchiude per otto ore in un cinema della capitale.

Oltre al mimo, scopre il clown seguendo stage con i maestri  Ctibor Turba, attore e regista cecoslovacco, e Pierre Byland, attore e professore della Scuola di Teatro di Jacques Lecoq.

Insiste con la musica e impara a suonare il flauto traverso nella banda cittadina. Nel frattempo crea spettacoli che spaziano dal clown al teatro gestuale vincendo premi. Con la compagnia L’Excuse di Lione crea lo spettacolo “ I miserabili “ premiato come opera originale e finalista al Festival di Villard de Lans e al Festival di Rochefort in Belgio.
Per il teatro ragazzi crea lo spettacolo in lingua araba “Henia e ghul” che vanta oltre mille repliche.

In un locale di Lione  ascolta per caso  « Dizzy » Gillespie e scopre il jazz. E’ il sogno della sua vita: comincia a prendere lezioni di flauto e scopre l’armonia jazz. Convinto di poter vivere di sola musica, per pagare le lezioni continua a creare spettacoli.

Nel 2005 conosce il Teatro Necessario, di cui fa parte il talentuoso clarinettista Alessandro Mori. Pur di ascoltarlo e restare al suo fianco diventa regista dei loro spettacoli e inizia una collaborazione fruttuosa che porterà a creare diversi spettacoli tra cui Nuova Barberia Carloni che vanta tournée mondiali in Europa, Sud America, Corea e Canada.

Convinto che la musica sia la sua strada partecipa a diversi gruppi jazz  che si sciolgono per mancanza di contratti, mentre altre compagnie di teatro nel frattempo lo contattano, tra queste: Madame Rebiné, Teatro Envol/Distratto, Compagnie Artiflette, Eccentrici Dadarò, i Fratelli Caproni, Five Quartet Trio e Guappacartò, Mattatoio Sospeso, Nanirossi.
Ancora oggi ama il jazz e suona gli standard con le basi Aebersold, sperando di poter suonare un giorno in qualche jam session o a fianco del Teatro Necessario.